La bambina e il piccolo fiore.

Era un piccolo bocciolo di fiore. Non si decideva a sbocciare. Sembrava timido, pauroso quasi. Aveva bisogno di qualcuno che lo curasse, lo innaffiasse con amore. Ma era in mezzo a un prato pieno di fiori meravigliosi, nessuno si sarebbe accorto di lui. Il fiorellino era sempre più curvo su se stesso e triste. Gli altri lo prendevano in giro per la sua gobba e per il fatto che fosse davvero spelacchiato. Un giorno, una bambina correva sul prato, accarezzando ogni fiore e strappandone qualcuno di quelli più colorati e profumati. Si imbattè, saltellando, su questo fiorellino triste e un pò solitario. Gli sorrise dolcemente e gli diede una carezza. Pensò che dovesse avere bisogno di acqua. Tornò dalla mamma e le raccontò di questo fiore. Lo aveva ribattezzato proprio  tristerello. “Dobbiamo aiutarlo mamma, è così fragile”. Disse la bimba col suo sorriso più bello. La mamma si intenerì e le diede una bella brocca d’acqua. Lo avrebbe fatto ogni giorno, fino a che il fiore avrebbe ripreso a vivere e profumare. Quel fiore non si chiamò più tristerello ma Gioia, perchè regalava sorrisi a chiunque lo accarezzasse, anche solo per caso,ì. Si sentiva di nuovo pieno di vita ed era vita che voleva trasmettere. La bimba tornò ogni giorno da lui. E la gioia di quel piccolo, una volta triste fiorellino, divenne la sua che lo aveva curato con amore incondizionato.  

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