Lettura e vita

Leggere aiuta a vedere ogni situazione sotto un’altra prospettiva. Ti poni domande che, altrimenti, non verrebbero mai in mente. Ogni libro ha in sè una parte di te. Questo fa di un romanzo, o di un saggio, un viaggio incredibile. Oggi, mentre leggevo Stoner, mi capitano delle righe che mi portano irrimediabilmente a pensare. Stoner, una vita normale, un’insegnante, che ha vissuto immergendosi totalmente nel suo lavoro e nei libri, si chiede se la sua vita sia stata degna, degna di essere vissuta. Io gli avrei risposto di si. Ogni vita è speciale, unica. Non dobbiamo essere per forza degli eroi; siamo noi ed è questo che conta. Ognuno di noi è un unità irripetibile. Dovremmo pensarci quando ci sfiorano simili pensieri. Anche a me son venuti, e me ne sono preoccupata. Li ho allontanati da me immediatamente.  La vita è una. Viviamola. Anche coi nostri limiti. Con le nostre paure. Le mie sono tante, forse troppe. Le accetto e ci convivo. Continuo ad andare avanti, giorno dopo giorno. Vivo.

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2 pensieri su “Lettura e vita

  1. Ognuno di noi, o comunque una buona parte della umanità, si è posto questa domanda. Non conosco Stoner. Ultimamente leggo poco, meno di un libro l’anno. Le relazioni sociali sono così rarefatte che mi stupirei di ricevere messaggi o telefonate da amici o conoscenti, che non siano richieste di qualcosa.
    La domanda sorge come un sole incandescente: sono degno o meglio sono soddisfatto della vita che sto conducendo.
    Questa domanda non avrebbe alcun senso se indotta da modelli di felicità che non appartengono all’anima, tipo: “come vorrei che il mio corpo somigliasse a Barbie PuttanTour” o “Se fossi un politico non avrei più regole, potrei fare quello che voglio” o “la mia vita non è vita se non sono come quelli la”
    Fondamentalmente le relazioni all’anima servono a crescere non a tagliarsi via dei pezzi, per adeguarsi a ciò che crediamo come modello di felicità.
    La domanda sorge quando l’anima lo chiede. Non bisogna averne paura. “Sono degno?”
    La risposta è il problema. Non è il Si o il No. Il problema è se abbiamo risposto all’anima con sincerità, come si fa ad un bambino.
    Bimbo: “sei degno della tua vita?” Sono sicuro che la falsa e ipocrita risposta sarebbe ‘no perché non sono stato… Produttivo o sono stato un peso o non faccio abbastanza o non ho le qualità ecc ecc.
    Se la risposta fosse: ” perché cazzo mi fai sta domanda? Vai a giocare che non capisci un cazzo, e non fare più ste domande” forse l’anima non ha avuto una risposta che l’aiuta a realizzarsi.
    Se la risposta fosse: “No. Perché ti ho curato poco, ho dato importanza ad attaccamenti e dipendenze affettive, mi sono lasciato distrarre dalla forte depressione causata da una cosa che non riesco a fare o ottenere. Mi sono lasciato distrarre dalla mia inadeguatezza, ho creduto per tanto tempo di essere debole, malato e che i miei impedimenti fisici o mentali fossero la causa della mia mancanza di unirmi a te. Mi sono lasciato distrarre dalle mie cadute e dai miei difetti, non ho minimamente osservato i miei successi completamente svaniti dalle mie preoccupazioni di un futuro di merda.
    Sono indegno è vero, ma sto capendo adesso cos’è la dignità, ti chiedo scusa e grazie per questa domanda, ora il mio cammino è più vicino a te”. Ecco forse l’anima avrebbe di che riflettere…
    Se la risposta fosse: ‘si, perché il mio obbiettivo è la realizzazione spirituale oltre che materiale. Anche se non riesco o non posso fare tante cose non importa. Le mie debolezze, non solo mi aiutano a capire i miei punti di forza, ma diventano i miei punti di forza, i miei altri talenti. Mi stanco spesso, ma sappiamo entrambi che la nostra natura è emanare luce. Cado spesso e a volte non riesco ad alzarmi, ma mi comprendo ed è come rialzarsi e correre… In effetti lo è. Si è vero, sono paurosissimo, però mi ricordo che ho affrontato cose che nessuno avrebbe affrontato al mio posto. E tutti i giorni affronto la mia vita normale, che di normale non ha un cazzo… E meno male, sai che palle. Si sono degno o degna bimbo mio, perché nonostante tutto ti permetto di farmi domande, e sai perché? Perché nonostante tutte le distrazioni della mia normal-vita, voglio prendermi sempre tempo per ascoltarti e tu, cara anima, mia parte Divina…” e qui continua tu.
    Ecco forse non bisogna aver paure di queste domande

  2. Continuare amico mio, questa tua profonda riflessione, è davvero difficile. Ci penso da ieri,a come rispondere. Penso che, molti di noi, si pongono queste domande ma, quasi nessuno, ha il coraggio di rispondervi. Perchè si ha paura. Si ha paura di scoprire che abbiamo poco coraggio, che siamo semplicemente uomini. La nostra anima lo sa, sa che siamo pieni di debolezze, eppure continua a vivere. Anche se siamo stanchi, anche se siamo fragili. Nessuna vita è normale perchè ogni vita è speciale, unica. Quindi, anche se a noi sembra semplice, sembra ordinaria, è la nostra vita. Viviamola. E rispondiamo anche alle domande più difficili, perchè magari può esserci utile amico mio!

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