Dove osano le parole

Era quasi Natale. E io scrivevo, come sempre, come ogni giorno. Scrivere era la mia passione. Il mio sogno. Volevo diventare una scrittrice. Ma non mi sentivo all’altezza. Scrivevo e niente mi sembrava buono. Stracciavo o cancellavo ogni pagina. Insicura, goffa, sempre in attesa di approvazione. Con colate di sudore freddo che scendevano dalla fronte mi sedevo di fronte alla pagina bianca, in attesa di cosa non lo sapevo nemmeno io. Ispirazione? Buone idee? O semplicemente vita? Quella vita che stavo perdendo, giorno dopo giorno, a causa di un sogno forsennato e senza senso. Vita che scorreva e andava oltre quelle parole che non uscivano fuori. Eccolo il famoso blocco dello scrittore, era giunto quel triste momento anche per me. Blocco dovuto proprio alla mia vita immobile.  La vita che non volevo vivere davvero, perchè avevo paura. Paura di ogni piccolo passo. La testa era piena di pensieri tristi. Anche se non mi mancava niente. Avevo degli amici, una famiglia, l’amore, perchè non stavo bene? Per quel sogno che si ostinava a non trasformarsi in realtà? Non lo sapevo, e continuavo a pormi mille domande e mille dubbi si insinuavano nella mia mente. 

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